C’è un paradosso che osservo quasi ogni giorno durante i colloqui nel mio studio a Leinì. Arrivano persone sfinite, non tanto dal problema in sé — che sia l’ansia, una perdita o un senso di vuoto — quanto dalla fatica immane che fanno nel tentativo di farlo sparire.
Passiamo anni a dirci: "Devo smettere di sentirmi così", "Non dovrei avere questi pensieri", "Se solo riuscissi a cancellare questa angoscia, allora potrei finalmente vivere".
Ecco il punto: nell'approccio ACT, partiamo da una consapevolezza che all'inizio può sembrare quasi controintuitiva. La sofferenza fa parte della vita, è inevitabile quanto il meteo. Il vero "disturbo", quello che ci blocca e ci toglie l'aria, non è il dolore originario, ma la lotta che mettiamo in atto per non sentirlo.
Come le sabbie mobili
Immagina di finire nelle sabbie mobili. L'istinto ti dice di scalciare, di agitarti, di fare forza per tirarti fuori. Ma più lotti, più affondi. Più cerchi di "scacciare" un pensiero ansioso, più quel pensiero diventa il centro del tuo mondo.
Nel mio lavoro in Via Giotto, vedo spesso come questo meccanismo diventi una prigione. Ci convinciamo che per essere felici dobbiamo prima eliminare ogni traccia di disagio. Ma mentre aspettiamo che il disagio sparisca, la vita scorre. Smettiamo di uscire, di rischiare, di amare, solo perché "non siamo ancora pronti" o perché "dobbiamo prima risolvere l'ansia".
Cambiare la relazione con il disagio
Il mio obiettivo con chi si siede di fronte a me non è "riparare" qualcosa di rotto. Non sei rotto. Sei una persona che sta lottando contro un contenuto interno che non le piace.
Il cambio di rotta avviene quando smettiamo di usare tutte le nostre energie per combattere e iniziamo a usarle per costruire. Se l'ansia è come un rumore di fondo fastidioso, l'ACT ci insegna che possiamo comunque cucinare una splendida cena, leggere un libro o giocare con i nostri figli anche se quel rumore c’è.
Non è rassegnazione. È libertà.
Quando togliamo potere alla lotta, il disturbo perde la sua presa. Non perché il dolore sia sparito magicamente, ma perché abbiamo smesso di dargli tutta la nostra attenzione e importanza. Abbiamo fatto spazio.
Se senti di aver passato troppo tempo a combattere contro te stesso e ti senti esausto, sappi che esiste un modo diverso di stare con le proprie ombre. Ti aspetto a Leinì per iniziare a spostare l'attenzione dalla lotta alla vita che desideri davvero.
